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Marsilio: “Bugie sulla pelle dei più deboli”

Il presidente: "Nel 2017, prima del nostro arrivo, in bilancio erano previsti solamente 400.000 euro, diventati 600 nell’anno successivo e 850 nel 2019. La giunta da me presieduta è ripartita da questa somma nel 2020, per stanziare nel 2021 2.193.000 euro".

In questi giorni abbiamo assistito a una volgare mistificazione sulla pelle dei più deboli e dei più fragili. Qualcuno, dicendo bugie e dicendole consapevolmente perché in grado di leggere e capire gli avvisi pubblici, vuole attaccare l’amministrazione regionale sui contributi alla Vita indipendente“.

Lo ha dichiarato il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio.

“Questa amministrazione regionale non lascia da sole le persone fragili, anzi rispetto al passato le aiuta in maniera più sostanziosa. Le accuse lanciate dalla Cgil e dall’Associazione ‘Carrozzine determinate’, successivamente strumentalizzate dall’opposizione, sono prive di fondamento. Basta guardare i numeri e fare il confronto con quanto fatto a favore di questa fascia di persone quando governava il Pd. Nel 2017, prima del nostro arrivo, in bilancio erano previsti solamente 400.000 euro, diventati 600 nell’anno successivo e 850 nel 2019. La giunta da me presieduta è ripartita da questa somma nel 2020, per stanziare nel 2021 2.193.000 euro”, ha detto il presidente in una nota ufficiale.

“Quest’anno siamo partiti da un bando di 700.000 euro, consapevoli che non sarebbe stato sufficiente e quindi abbiamo incrementato subito il capitolo di spesa per portarlo a 1.128.000 euro. Già nella prossima giunta verrà approvata una delibera che stanzierà oltre due milioni di euro per garantire un adeguato finanziamento per far fronte alle numerose richieste che sono pervenute. Basta fare la proporzione per capire chi veramente presta attenzione a questa fascia di persone fragili e chi invece sceglie la strada dell’inutile polemica. Non bisogna dimenticare, inoltre, che l’attuale Avviso ha modificato rispetto agli anni passati i criteri per richiedere il contributo cancellando il limite di età di 67 anni. L’abbattimento del tetto anagrafico ha di conseguenza aumentato la platea di destinatari e da subito ci siamo preoccupati di garantire risorse adeguate. Stupisce che si continui a fare polemica sterile anziché capire come l’attenzione sia sempre molto alta”, questa la conclusione.

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