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Ospedale Avezzano: Maggioranza contro la Asl

I Consiglieri: "Risposte concrete o chiederemo commissariamento"

Coronavirus: la situazione ad Avezzano

“Comportamenti superficiali e privi di sicurezza”. È quanto sottolineato dai 16 Consiglieri comunali di maggioranza di Avezzano, che questa mattina hanno inviato una lettera ai vertici della Asl 1 Avezzano-Sulmona-L’Aquila in merito alle criticità dell’ospedale di Avezzano. Il punto cruciale della missiva spunta dalle ultime righe: risposte concrete entro l’8 novembre o i 16 Consiglieri chiederanno le dimissioni dei vertici dell’azienda sanitaria.

La Maggioranza ribadisce come la struttura non sia in grado di affrontare l’emergenza Covid, con il virus tornato ad abbattersi con ferocia sulla Marsica nelle ultime settimane. Nessun percorso dedicato ai contagiati e personale sanitario privo di dispositivi di protezione individuale. Questi i punti centrali della lettera indirizzata all’azienda: “Prendiamo atto – spiegano i consiglieri – che su cinque medici internisti quattro sono positivi, mentre il 50% del personale infermieristico è stato contagiato dal Covid-19 ed intanto il restante è in attesa di tampone e lavora con positività incerta”.

“Inoltre – continuano – il reparto di medicina interna è stato trasformato in reparto Covid, approfittando del fatto che i pazienti in degenza si erano infettati e non si sapeva dove collocarli”.

Il contagio dell’intero reparto di medicina interna segue la positività al virus dei reparti di geriatria, ginecologia, ortopedia (anche questo in chiusura) e gastroenterologia.

La Maggioranza ha chiesto alla Asl di attuare tutti i protocolli di sicurezza necessari, con l’allestimento di un pronto soccorso mobile (ricorrendo anche all’impiego dell’Esercito) e di riattivare i reparti per la normale degenza dei pazienti per problemi di salute extra Covid-19.

In conclusione arriva l’ultimatum: se la Asl non darà concrete risposte entro l’8 novembre, la Maggioranza provvederà ad “adire le vie legali oltre che a chiedere formalmente le dimissioni dei vertici dell’azienda sanitaria e il conseguente commissariamento”.

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