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Oss precari Asl1: “Non vogliamo rimanere a casa”

I precari della Asl1 intervengono dopo la risoluzione del M5S che impegna la Regione Abruzzo a far scorrere le graduatorie

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Continua a far discutere il caso degli operatori socio sanitari delle Asl abruzzesi.

Da giorni ormai va avanti la protesta di coloro che hanno vinto il concorso nazionale del 2019 e ancora non sono stati assunti.

Dall’altra parte, invece, ci sono quelli che si sono definiti “da eroi ad abbandonati”, vale a dire gli Oss precari.

Assunti dalle agenzie del lavoro, dopo aver prestato servizio per circa 10 anni ora sono stati lasciati a casa.

Impegnati in prima linea nella battaglia contro il Covid, tutti i sanitari sono stati considerati veri e propri “angeli”. Adesso, le stesse persone che hanno rischiato la propria vita nei momenti più duri della pandemia nelle corsie degli ospedali attanagliate dal virus, non ci stanno, non vogliono rimanere a casa e sono decisi a far sentire la loro voce.

Dopo aver appreso la notizia della risoluzione del Movimento 5 stelle che impegna la Regione Abruzzo a far scorrere le graduatorie e procedere con le assunzioni, si sono sentiti abbandonati.

“E’ vero che bisogna dar seguito al concorso – dichiarano i precari della Asl1 – però bisogna tener conto che per circa 10 anni, noi assunti tramite agenzia del lavoro, abbiamo sorretto il sistema sanitario della Asl1”.

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