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Pendolari Avezzano-Pescara: “Stanchi dell’ennesimo viaggio della speranza”

"Costretti a viaggiare in condizioni assurde abbiamo deciso di scrivere all’Azienda di Trasporto Pubblico, ma ad oggi non abbiamo ricevuto alcuna risposta"

COMUNICATO STAMPA

Riceviamo e pubblichiamo una lettera che arriva dai pendolari della tratta Avezzano-Pescara.

 

Siamo un gruppo di pendolari che ogni mattina, zaino alle spalle, viaggiano da Avezzano a Pescara utilizzando il servizio di trasporto pubblico offerto da TUA che parte alle 6.15 da Piazzale Kennedy e arriva alla stazione di Pescara Centrale alle 8.10 (quando va bene!), per poi affrontare il viaggio di ritorno alle 14:15.

 

Oramai da circa 8 mesi, ci ritroviamo a viaggiare in condizioni assurde che, in alcuni giorni della settimana, divengono addirittura impossibili da sostenere. Per questo motivo, il 13 marzo scorso, stanchi dell’ennesimo “viaggio della speranza”, abbiamo pensato di rivolgerci direttamente all’Azienda di Trasporto Pubblico scrivendo una email  elencando gli innumerevoli  disagi che da diversi mesi ci troviamo a tollerare per ben sei giorni alla settimana. Missiva rimasta completamente inevasa!!!

 

Per questa ragione, e non solo, abbiamo pensato di rivolgerci ad una testata giornalistica online nel tentativo di essere ascoltati.

 

In breve, quindi, proviamo adesso ad elencare tutta quella serie di disagi e di problematiche che viviamo e che ci stanno davvero rendendo la vita da pendolari, più difficile di quanto già non sia.

 

  1. Anzitutto, la principale problematica è legata al mezzo che risulta essere estremamente scomodo e rumoroso, inadatto per una tratta che dura in totale quattro ore al giorno (2 ore d’andata e 2 ore di ritorno) che, moltiplicato per le ore di viaggio settimanali, risultano essere 24 ore e, quindi, 96 ore totali al mese.

L’autobus è un mezzo a metano sensibilissimo alle buche ed alle numerose disomogeneità del manto stradale; è talmente rumoroso da impedire addirittura (specie ai passeggeri che occupano la parte anteriore del mezzo) di interloquire: gli scricchiolii, i botti, i tonfi continui fanno sì che, al termine del viaggio, noi passeggeri scendiamo dal mezzo con il mal di testa. Per intenderci si vive un’esperienza di viaggio che solitamente si prova nei mezzi impiegati nei tratti urbani.

 

  1. Il secondo (gravissimo) problema è legato al portabagagli. Ci hanno spiegato che trattandosi di autobus a metano, il serbatoio di rifornimento occupa la parte bassa del mezzo riducendo lo spazio dove riporre i bagagli. In particolar modo, il lunedì e il venerdì (giorni in cui viaggiano molte persone con valigie) capita che, esaurito lo spazio del portabagagli, si inizi a riempire la navata centrale con borse e trolley di ogni sorta che iniziano a volare di qua e di là ad ogni curva. Inutile dire che lo spazio che viene sacrificato di più è quello riservato ai disabili (la fortuna ha voluto che, fino ad adesso, mai un disabile con carrozzina sia salito a bordo). Spesso è accaduto che i bagagli vadano a sbattere violentemente sulle pareti del bus, e, sovente, non è mancato qualche colpo agli stinchi di qualche povero/a malcapitato/a. Ora ci chiediamo se, a rigor di logica, è mai possibile (oltre che sensato) impiegare un mezzo del genere sulla tratta Avezzano-Pescara.
  2. Il mezzo, poi, non è dotato di tende e questo -nonostante ci stia facendo risparmiare sui saloni di bellezza e sulle lampade abbronzanti- non è tanto confortevole tenendo conto delle temperature estive pescaresi.
  3. Esiste solo una corsa per il viaggio di ritorno alle ore 14:15 il che costringe diversi pendolari a dover pagare due abbonamenti: uno con la TUA per il viaggio di andata ed uno con Prontobus per il ritorno alle ore 13:00, 15:00 o alle 17:00.

La forza di protestare contro un disservizio pubblico (che francamente ci saremmo risparmiati ben volentieri se l’Azienda ci avesse risposto o avesse preso provvedimenti per risolvere i problemi) ci è stata data l’altro giorno quando, fermi alla stazione di Pescara ad aspettare l’autobus, ci è capitato di notare che, in partenza da Pescara, vi era un autobus di TUA diretto a L’Aquila di tutt’altra sembianza e fattezza. Un mezzo “Mercedes” e/o “Setra” che scommettiamo garantisca una qualità di viaggio di gran lunga diversa dalla nostra.

 

Non ci stiamo più ad essere trattati come passeggeri/utenti di Serie B, anche e, soprattutto, perché i danari con cui acquistiamo biglietti ed abbonamenti contano quanto quelli dei passeggeri/pendolari di altre zone della Regione (Pescara e/o L’Aquila).

 

La settimana scorsa, per l’ennesima volta, ci siamo recati agli Uffici della Tua ad Avezzano ed abbiamo esposto le suddette problematiche al responsabile dell’ufficio movimento il quale ci aveva assicurato che, nel giro di qualche giorno, avrebbe provveduto, in via definitiva, a risolvere tale incresciosa situazione.

 

Orbene, oltre al danno anche la beffa!!!! Il mezzo a metano è stato sostituito da un Mercedes nei soli giorni di lunedì e venerdì (così per darci il c.d. “contentino”) mentre, per tutta la settimana siamo costretti a viaggiare di nuovo con l’autobus a metano!!!! Tale stato di cose non è più sostenibile. Presto contatteremo anche la Dirigenza della TUA, che sicuramente non è stata informata, al fine di tutelare i nostri diritti e, finalmente, viaggiare alle stesse identiche condizioni degli altri cittadini.

 

 

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