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Regionali: è scontro sulla sanità abruzzese

Maurizio Bucci, Segretario Provinciale Lega: "Il duo Paolucci-Marongiu strumentalizzano la questione precari della sanità e lo fanno solo per soffiare su problematiche"

“Ancora una volta la sinistra attacca l’attuale governo regionale sulla gestione della sanità pubblica dimenticandosi però che proprio loro sono stati gli artefici di sanguinosi tagli, chiusure di reparti e interi ospedali dimostrando comunque di non saper risolvere attuali problemi presenti anche durante la loro gestione. Al contrario oggi con la sinergia istituzionale con il Ministero della Salute è stato approvato il piano sanitario regionale che garantisce comunque la sopravvivenza di tutti i presidi ospedalieri da loro ampliamente falcidiati”.

Cosi il segretario provinciale teatino della Lega nonché primo cittadino di Gamberale, Maurizio Bucci, che replica alle dichiarazioni dell’ex assessore regionale alla sanità nel governo D’Alfonso, Silvio Paolocci, e il segretario provinciale del PD, Leo Marongiu.

“Il duo Paolucci-Marongiu strumentalizza la questione precari della sanità e lo fa solo per soffiare su problematiche, sperando così in un facile aumento del consenso, senza però offrire soluzioni concrete dimenticandosi anche i più elementari paletti giuridico-finanziari: tetti di spesa e numero di interinali. È nell’interesse di tutti salvaguardare i posti di lavoro e magari di stabilizzare lavoratori che da tempo danno il loro grande contributo alla sanità teatina in modo efficiente, ottimizzando tutte le risorse a disposizione”.

“Tra l’altro, come dichiara il Direttore Generale Schael, per garantire i servizi nelle precedenti gestioni dell’Azienda, il personale era stato assunto con procedure discutibili in attesa di un concorso che permettesse assunzioni a tempo indeterminato. Anche per gli OSS c’è stato un un livello di saturazione massimo rispetto a parametri definiti. In buona sostanza per stabilizzarne 131 se ne dovrebbero assumere complessivamente ulteriori 262 perché le stabilizzazioni possono essere riservate al 50 per cento del personale da assumere. Si arriverebbe pertanto a un totale di più di 750 OSS su complessivi 5 mila dipendenti dunque l’asl della provincia di Chieti sarebbe un’Azienda fatta di OSS. Una scelta che significherebbe penalizzare altre figure professionali necessarie come medici, infermieri e tecnici. È questo quello che vogliono i vari Paolucci, Marongiu e Taglieri? Tutto ciò conferma una cosa sola: la sinistra, e il mondo ad essa afferente, credono che gli abruzzesi e i teatini hanno l’anello al naso cercando di proporre loro una ricetta che hanno già applicato e si è rilevata fallimentare”, conclude Bucci.

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