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Sanità: via libera al “Piano caldo 2024”

Si tratta del programma regionale di sorveglianza degli effetti delle ondate di calore sulla salute

Il Servizio “Prevenzione sanitaria, Medicina territoriale” del Dipartimento Sanità della Regione, in continuità con il “Piano Operativo regionale di intervento per la prevenzione degli effetti sulla salute delle ondate di Calore” approvato dalla giunta regionale nel 2023, ha messo a punto, in collaborazione con i Referenti dei piani di prevenzione aziendale di gestione dell’emergenza caldo delle quattro Asl regionali, il “Piano caldo 2024” – Programma regionale di sorveglianza degli effetti delle ondate di calore sulla salute.

I punti qualificanti del “Piano”, condiviso con le Asl, sono i seguenti:

* l’utilizzo dei sistemi di allarme Heat Health Watch Warning Systems (HHWWS), in grado di prevedere fino a 72 ore di anticipo il verificarsi di condizioni ambientali a rischio per la salute e l’impatto sulla mortalità ad esse associato, attivo al momento per la sola città di Pescara, ma di cui si auspica una opportuna estensione ai restanti capoluoghi (L’Aquila in primis, Chieti e Teramo);

* la definizione della popolazione anziana suscettibile agli effetti del caldo a cui devono essere rivolti gli interventi di prevenzione. Si intende per popolazione suscettibile, l’insieme dei soggetti che, a parità di livelli di esposizione alle alte temperature, sperimentano effetti negativi maggiori rispetto alla popolazione generale;

* la raccomandazione alle Direzioni generali delle ASL di voler definire adeguati piani aziendali di prevenzione degli effetti sulla salute delle ondate di calore in attuazione del “Piano caldo 2024” ed in adesione alle raccomandazioni di parte ministeriale.

Il “Piano caldo 2024”, nello specifico, si compone di un documento tecnico contenente le raccomandazioni per la gestione dei disagi per la salute derivanti, nei diversi ambienti di vita, di cura e di lavoro, dal permanere di condizioni di stress termico ambientale.

Infine, c’è anche un riferimento al possibile coinvolgimento dei medici di medicina generale nel programma di sorveglianza attiva dei propri assistiti, individuati dal professionista come particolarmente suscettibili sulla base delle condizioni cliniche e della situazione/ambiente di vita del paziente.

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