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SIR Chieti Scalo: “Niente risorse e niente progettazione”

Capogruppo Pd in Regione: "Giunta lenta inerte mentre i veleni del sito continuano a inquinare il territorio"

Paolucci

“È tutto fermo in merito alla bonifica del Sito di Interesse Regionale di Chieti Scalo, dalla risposta della Giunta a una mia interpellanza, emerge che in due anni e mezzo il Governo regionale di centrodestra è riuscito solo a togliere i finanziamenti, lasciando sospesa la progettazione e tutte le attività operative che erano state messe in cantiere dall’esecutivo di centrosinistra con le risorse Masterplan e che consentivano un avvio delle operazioni sia sul sito di Chieti Scalo, sia per il sito Saline-Alento di Montesilvano. Nei fatti, a parte qualche passaggio burocratico non risolutivo e nonostante l’attività positiva posta in essere dal Dipartimento Territorio e Ambiente, questi due siti continuano a emanare veleni a causa dell’inerzia di una Giunta incapace sia di tenere fede agli impegni presi con il territorio, sia di cambiarne in meglio le sorti”.

Duro il commento del capogruppo Pd in Consiglio regionale, Silvio Paolucci, in merito alla risposta avuta dall’assessore Campitelli.

“L’ennesimo inganno è svelato, nei fatti non sono riusciti nemmeno a produrre la progettazione esecutiva che avrebbe consentito di attingere ai 123 milioni di fondi messi a disposizione dal ministro Carfagna, con cui si potevano ricostruire le poste del Masterplan deviate su altri progetti – avverte l’ex assessore al Bilancio – eppure nel 2018 sono stati destinati, a titolo di anticipazione, i primi 500.000 euro per attivarsi in via prioritaria alla messa in sicurezza delle aree. Poi è intervenuta la delibera di Giunta n. 416/2020, che ha definanziato l’intervento Masterplan, lasciando esclusivamente il 7% per la progettazione, ma è ancora in corso la revisione definitiva del “vecchio” progetto di bonifica del Sir di Chieti e l’adeguamento al “nuovo” Codice degli appalti. Quindi: niente risorse e niente progettazione, questo sappiamo sullo stato dell’arte. Ad oggi tutto è ancora inerte in quelle aree, tranne l’inquinamento. Sappiamo che è stata siglata in estate la convenzione per definire la fase progettuale che si dovrebbe chiudere entro il 31 ottobre, ma ad oggi non si sa se esiste un progetto esecutivo pronto per agire.

È di conseguenza certo che non sono ancora iniziate le attività propedeutiche alla bonifica che chiamano in campo il Comune di Chieti e che il Servizio Gestione rifiuti e bonifiche starebbe approntando, ma richiederanno tempo, perché bisogna rifare la caratterizzazione del terreno, visto che i dati sono fermi al 2017 e in 4 anni molto può essere peggiorato, visto che non è stata attuata nessuna azione di messa in sicurezza da quando le risorse sono state deviate altrove. E, a tal proposito, dei 10 milioni di euro distolti non c’è ancora traccia all’orizzonte, evidentemente perché altro interessa di più l’esecutivo regionale che non dà stimolo alla struttura dell’Ente affinché si possa procedere non solo al ripristino dei fondi, che materialmente devono essere richiesti e finalizzati, ma anche all’incremento delle risorse, perché 10 milioni di euro per rinaturalizzare i due siti non basteranno affatto”.

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