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Teatro, musica e molto altro: al via ad Aielli “In[d]izi”

Manifestazione a cura dell'associazione culturale Libert’aria

Prende il via “In[d]izi”: la kermesse che dal 5 al 7 agosto animerà il borgo di Aielli. Si tratta di una rassegna gratuita di tre giorni con teatro, musica, letteratura, workshop, camminate e altro, a cura dell’associazione Libert’aria.

Il nome della rassegna, è un gioco di parole, ed è un calembour il filo conduttore dei queste tre giornate. Il doppio senso – dissimulato nella parentesi In[d]izi – ha fatto nascere l’idea che sarebbe stato interessante mettere assieme pezzi, uno diverso dall’altro, spesso uno all’apposto dell’altro, ma entrambi utili a fornire strumenti per osservare il corso delle cose con maggiore consapevolezza.

E allora, cosa di meglio se non tornare alle origini delle cose e del fare umano, gli inizi appunto, e scoprire come tutto si è generato oppure indagare sul come e perché di certi accadimenti in modo tale da ricavarne apprendimento e orientamento, appunto, grazie a degli indizi? Abbiamo quindi messo assieme – spiegano gli organizzatori – parole, persone, gesti e musica capaci di provvedere a tutto questo, in un network culturale che vuole mettere in relazione le risorse umane della comunità e gli amici, nostri ospiti, aggregandoli attorno a un progetto-sogno in cui letteratura, musica, laboratori e spettacolo si integrano nel territorio e nel paese, occupando gli uni lo spazio degli altri.

Un weekend interculturale di dialogo, confronto, scambio ed eventi a dar ancora una volta sostegno alla nuova, ma oramai consolidata vocazione del paese verso la cultura, riconoscendo le espressioni artistiche come strumento di comunicazione e di riflessione per eccellenza, in grado di attraversare le dimensioni più disparate e consentire alle persone di poter viaggiare con la propria mente.

“L’appuntamento clou” è in programma domenica sera e vedrà protagonista il professor Giorgio Manzi a parlare dell’evoluzione umana.

Giorgio Manzi è antropologo, paleontologo, professore ordinario di Antropologia alla Sapienza Università di Roma presso il Dipartimento di Biologia Ambientale, è Direttore del Museo di Antropologia G. Sergi, docente della Scuola di Paleoantropologia di Perugia, associated editor dell’American Journal of Physical Anthropology e socio corrispondente dell’Accademia Nazionale dei Lincei. Paleoantropologo di rilievo internazionale, la produzione scientifica riguarda perlopiù temi di evoluzione umana, morfologia ecologica e biologia di popolazioni umane antiche. Fra i libri: Il grande racconto dell’evoluzione umana (Il Mulino, 2013, 2018), The science of human origins (con C. Tuniz e D. Caramelli; Routledge, 2016), Ultime notizie sull’evoluzione umana (Il Mulino, 2017) e l’ultimo L’ultimo Neanderthal racconta. Storie prima della storia (Il Mulino, 2021).

Libert’aria

L’associazione culturale Libert’aria è nata nel 2015 ad Aielli (AQ), dall’aggregazione spontanea di persone che sentivano il bisogno di condividere passioni e curiosità, creare spazi e momenti di partecipazione, costruire relazioni sociali e scambi di visioni ed organizzare manifestazioni socio-culturali e naturalistiche.

È sempre stata un luogo ventilato e aperto a chiunque volesse frequentarlo e contribuire alla sua costruzione. Non ha verità da rivelare e certezze da distribuire. Non vuole indottrinare nessuno perché non ha dottrine.

È un luogo di incontro e di crescita personale e collettiva, uno spazio fisico e mentale dove mettersi in gioco in prima persona, un luogo per uscire dal proprio individualismo e vivere attivamente l’essere cittadini del mondo.

Libert’aria aspira a mettere in contatto e relazione diverse persone che, nel fare le cose (iniziative culturali e ambientali, convegni, presentazioni di libri ecc.), facciano del bene a loro stesse e, eventualmente, agli altri.

La frase di Paul Valéry: “Fare e facendo, farsi” accompagna la nostra azione culturale e sociale.

Pertanto libert’ario è chiunque voglia sentirsi tale, anche per un periodo di tempo limitato, semplicemente per quello che può e vuole fare. Libert’ario è chiunque abbia la curiosità e il desiderio di condividere liberamente le sue passioni e i suoi pensieri, partecipando, ascoltando e accogliendo gli altri senza pre-giudizio.

Numerose sono state le iniziative messe in atto in questi anni: convegni, escursioni botanico/archeologiche, proiezioni di film all’aperto, presentazioni di libri, mostre fotografiche, un festival di cortometraggi, la piccola casetta-biblioteca etc. Il caffè letterario è un appuntamento periodico che riproponiamo da anni, in varie versioni, con una tenacia quasi donchisciottesca.

Libert’aria ha avuto un ruolo importante nelle scorse edizioni di ‘Borgo Universo’ contribuendo fattivamente al suo successo e sviluppo.

L’apporto dato alla realizzazione del murale di Fontamara (cioè l’intera trascrizione del libro di Ignazio Silone su un muro, nel centro storico del paese, realizzato nel 2018 da Alleg) è stato l’inizio di un lavoro di divulgazione del libro che ha visto altri tre momenti importanti: la realizzazione di un audiolibro con la lettura integrale di Fontamara svolta da 108 persone, cittadini di Aielli e di altri paesi, di età compresa tra gli otto e i settantotto anni, l’organizzazione di una maratona di lettura, sempre di Fontamara, alla quale hanno partecipato 103 persone che hanno letto il testo integralmente in pubblico dalle ore 16.00 alle 24.30, l’organizzazione dello spettacolo teatrale ‘Fontamara’ realizzato dalla Compagnia teatrale “Il Lanciavicchio”.

La sfida attuale, in seguito alla messa a disposizione da parte dell’Amministrazione Comunale di un piccolo immobile, è la realizzazione di una biblioteca pubblica che possa anche essere un luogo di aggregazione e di promozione di varie attività culturali e ricreative.

Il finanziamento delle nostre attività si è sempre basato sulla autotassazione dei soci e dei simpatizzanti, abbiamo avuto a disposizione sempre pochi denari ma erano sempre tanti quanti ne servivano per le nostre iniziative.

Se dovessimo descrivere la dichiarazione d’intenti che sta alla base della nascita di Libert’aria non potremmo trovare parole migliori di quelle di Italo Calvino: “L’inferno dei viventi non è qualcosa che sarà: se ce n’è uno è quello che è già qui, l’inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiano stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l’inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e approfondimento continui: cercare e saper riconoscere che e che cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio”. Ecco, Libert’aria vuole essere (se poi ci riesce non sta a noi dirlo) un piccolo spazio dove tenere a bada l’inferno dei viventi.

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