“Il deputato di Fratelli d’Italia Guerino Testa esulta per qualche decimale in più nelle statistiche sull’occupazione e lo attribuisce alle politiche del governo guidato da Giorgia Meloni. Peccato che, fuori dai comunicati trionfalistici, gli italiani vivano una realtà ben diversa”. Lo dichiara il capogruppo del Movimento 5 Stelle in Consiglio regionale, Francesco Taglieri.
“Dire che le cose vanno bene perché gli occupati sono poco più di 24 milioni è una semplificazione che non regge alla prova dei fatti – spiega Taglieri – I dati pubblicati dall’Istituto Nazionale di Statistica mostrano sì un incremento degli occupati, ma non raccontano l’altra metà della verità: negli ultimi anni i salari reali hanno perso oltre il 10% di potere d’acquisto, mentre il costo della vita – tra energia, carburanti e beni alimentari – è cresciuto molto più velocemente degli stipendi. Tradotto: sempre più persone lavorano, ma sempre più famiglie fanno fatica ad arrivare alla fine del mese. Questo è il vero problema che la propaganda della destra tenta di nascondere”.
Taglieri evidenzia che il fenomeno del lavoro povero è ormai una realtà strutturale anche in Italia: “Contratti a tempo indeterminato che però garantiscono salari bassi, part-time involontario e occupazioni concentrate nei servizi, nella logistica, nella ristorazione o negli appalti gestiti da cooperative. Formalmente occupati, ma con stipendi che non consentono di sostenere una famiglia”.
“Se davvero l’economia stesse correndo come racconta Testa – prosegue il capogruppo M5S – non avremmo oltre cinque milioni di persone in povertà assoluta e più di un quinto della popolazione a rischio povertà o esclusione sociale. C’è poi un aspetto che nel comunicato del deputato Guerino Testa viene completamente ignorato. Una parte significativa dell’aumento dell’occupazione registrato negli ultimi anni è legata alla spinta degli investimenti pubblici connessi al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, il grande programma europeo che ha portato nel nostro Paese oltre 200 miliardi di euro grazie al lavoro negoziale del governo guidato da Giuseppe Conte. Si tratta di risorse straordinarie che hanno alimentato cantieri, lavori pubblici e interventi diffusi sul territorio. È evidente che questa spinta abbia prodotto anche un incremento temporaneo dell’occupazione, soprattutto nei settori delle costruzioni e dei servizi collegati. Ma proprio per questo è ancora più singolare l’entusiasmo della destra: il governo attuale rivendica risultati che derivano in larga parte da scelte compiute negli anni precedenti e da fondi europei che nulla hanno a che vedere con la loro politica economica. Il punto vero è un altro: con una crescita del PIL che viaggia attorno allo 0,5%, il rischio è che, esaurita la fase più intensa degli investimenti e conclusi molti cantieri legati al PNRR, l’economia italiana rallenti ulteriormente. Se nel frattempo non si affrontano i nodi strutturali – salari bassi, produttività stagnante e precarietà diffusa – quei numeri sull’occupazione rischiano di rivelarsi molto più fragili di quanto la propaganda della destra voglia far credere”.
“Il quadro – conclude Taglieri – diventa ancora più contraddittorio se si guarda alle politiche sociali: la maggioranza in Parlamento continua a fare propaganda contro il Reddito di cittadinanza, ma la realtà è che è stato sostituito da un altro strumento, l’Assegno di inclusione, che raggiunge meno famiglie e garantisce tutele ridotte. Nel frattempo, mentre si taglia sul sostegno ai più fragili, il costo della vita continua a salire. E poi c’è la realtà dei territori. In Abruzzo la distanza tra la propaganda del governo e la vita quotidiana delle persone è ancora più evidente: salari bassi, giovani che continuano ad andare via, imprese che faticano a reggere l’aumento dei costi energetici e famiglie che devono scegliere se pagare le bollette o riempire il carrello della spesa”. Prima di festeggiare qualche numero nei comunicati stampa, il deputato Testa dovrebbe fare un giro nei quartieri, parlare con i lavoratori e con chi non arriva alla fine del mese. Scoprirebbe che la propaganda non paga le bollette, non riempie il carrello della spesa e non aiuta chi ha fame. E quando la politica si limita a fare propaganda mentre le famiglie faticano a vivere, significa semplicemente che ha smarrito il senso della realtà”.





