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LFoundry: produzione compromessa

I sindacati chiedono un tavolo al Mimit

Le segreterie nazionali di Fim Fiom Uilm denunciano la situazione allarmate dei flussi produttivi di LFoundry.
Attualmente, i flussi produttivi di LFoundry sono in uno stato di blocco quasi totale. Non vengonointrodotti nuovi prodotti e la produzione si regge sulla commessa storica americana, ormai aglisgoccioli: si lavorano appena 200 fette di silicio a settimana, a fronte di una saturazione degliimpianti pari a 11.000 fette. Per garantire il pareggio economico sarebbe necessario produrne almeno 5.500 ogni settimana. Questi dati evidenziano una situazione critica che rischia dicompromettere la sopravvivenza industriale e il mantenimento dei livelli occupazionali.
La prospettiva industriale di LFoundry appare fortemente compromessa, sia per la scadenzaimminente della commessa principale con OnSemiconductor (che garantisce oltre il 90% dei volumi
venduti), sia per l’assenza di una strategia efficace nella ricerca di nuovi clienti e prodotti. Anche lasituazione manageriale è preoccupante viste le dimissioni del CEO Dott. Nabeel Gareeb. Lo stessoNabeel nell’incontro presso il Mimit dello scorso dicembre, aveva promesso un rilancio industrialecon investimenti anche nella “sala bianca”. L’illustrazione del piano strategico sarebbe stata fattanel primo semestre 2026. Ad oggi nulla è stato presentato, e dubitiamo che dal gennaio 2027 possapartire la produzione di nuovi modelli. Al contrario, il contratto di solidarietà coinvolge sempre più addetti, testimoniando l’incertezza che grava su 1.300 lavoratori.
In questo contesto, le segreterie nazionali Fim Fiom Uilm ritengono indispensabile la convocazioneurgente di un tavolo ministeriale presso il Mimit. Tale confronto deve servire non solo a farechiarezza sul destino di LFoundry, ma anche a promuovere soluzioni concrete per la continuità produttiva e occupazionale. La denuncia della mancata ricerca di nuovi clienti e prodotti è unrichiamo alla responsabilità: il territorio, i lavoratori e le lavoratrici hanno diritto a rispostetrasparenti e a strategie di rilancio che salvaguardino un sito industriale di riferimento da oltretrent’anni.
Lo dichiarano in una nota Massimiliano Nobis della Fim-Cisl, Barbara Tibaldi della Fiom-Cgil e Luca Maria Colonna della Uilm-Uil

Comunicato stampa

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