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Uccisione dell’orsa Amarena: udienza rinviata al 20 maggio

ENPA: “La richiesta di giustizia non si ferma”

Si è svolta questa mattina, 28 aprile 2026, presso il Tribunale di Avezzano, la nuova udienza del processo per l’uccisione dell’orsa Amarena, avvenuta nella notte del 31 agosto 2023 a San Benedetto dei Marsi. L’udienza, iniziata alle ore 10, si è conclusa con un rinvio al 20 maggio 2026 alle ore 10, per consentire alla difesa dell’imputato di verificare le costituzioni di parte civile depositate in data odierna.

Il procedimento è seguito per Enpa dall’Ufficio Legale tramite gli avvocati Claudia Ricci e Silvia Chiavaroli. L’Ente Nazionale Protezione Animali ha formalmente chiesto di essere ammesso parte civile, insieme ad altre 47 tra associazioni ambientaliste, enti locali e realtà civili, a testimonianza della rilevanza nazionale del caso e della profonda ferita inferta alla biodiversità appenninica.

Quella odierna rappresenta, di fatto, una nuova “prima udienza”, dopo che lo scorso gennaio il Tribunale di Avezzano aveva dichiarato la nullità del decreto di citazione a giudizio, accogliendo un’eccezione sollevata dalla difesa dell’imputato. Il vizio procedurale aveva comportato la restituzione degli atti alla Procura per la loro riformulazione e nuova notifica, determinando un rallentamento dell’iter giudiziario.

L’imputato deve rispondere del reato di uccisione di animali, aggravato dalla crudeltà. Un’accusa che trae origine da un episodio di estrema gravità: Amarena, esemplare simbolo dell’orso bruno marsicano, specie in gravissimo pericolo di estinzione, fu uccisa da un colpo di fucile davanti ai suoi due cuccioli.

“La richiesta di giustizia per Amarena, per i suoi cuccioli e per tutta la popolazione degli orsi marsicani non si arresta davanti a un rinvio per motivi procedurali – dichiara Annamaria Procacci, responsabile Fauna Selvatica ENPA –. Continueremo a seguire ogni passaggio con attenzione e determinazione, come facciamo da sempre per la tutela dei plantigradi e del patrimonio naturale del nostro Paese. Amarena, i suoi piccoli e tutta la popolazione degli orsi marsicani meritano giustizia. L’uccisione di una madre orsa, particolarmente importante perché prolifica e attenta nell’accudimento della prole, rappresenta un fatto gravissimo: pochissimi sono infatti gli esemplari di questa sottospecie preziosa a livello mondiale. Ma giustizia la meritano anche tutti quegli italiani che credono nel rispetto e nella convivenza con le altre forme di vita. Amarena era un simbolo del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, entrata nel cuore delle persone, dai residenti ai turisti, che avevano imparato a conoscere e rispettare questi animali fondamentali per l’equilibrio degli ecosistemi”.

Enpa ribadisce che l’uccisione di una madre orsa marsicana resta un fatto inaccettabile e conferma il proprio impegno affinché venga fatta piena luce sulla vicenda. La convivenza con la fauna selvatica è un principio irrinunciabile, così come la tutela di una specie rarissima e di valore inestimabile per il patrimonio naturale italiano e mondiale.

Comunicato stampa

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