La Marsica si è stretta in un grande abbraccio collettivo in occasione del concerto “Due voci intorno a un fuoco”, che ha visto Alberto Bertoli protagonista sul palco del Teatro dei Marsi Avezzano per omaggiare la musica e la storia del padre Pierangelo.
L’evento, organizzato dall’associazione Notami, ha registrato una folta presenza di pubblico, unito non solo dalla passione per la musica d’autore ma anche da un nobile fine benefico: il sostegno a Bakery Aut, progetto dedicato all’inclusione lavorativa di ragazzi con autismo.
La giornata era iniziata già nel mattino a Ovindoli, dove Alberto Bertoli ha incontrato il pubblico in un clima intimo e suggestivo. L’artista ha condiviso aneddoti inediti e racconti personali sulla vita del padre, svelando la genesi di alcune delle sue canzoni più iconiche e accennando alcuni brani chitarra e voce, regalando ai presenti un ritratto umano e profondo di uno dei più grandi cantautori italiani.
Il clima della serata è stato però segnato dalla tragica notizia della scomparsa di Matteo Fantozzi, il giovane di 30 anni venuto a mancare a Capistrello poche ore prima dell’evento.
In segno di profondo rispetto e cordoglio, il presidente di Notami, Matteo Di Felice, e la vicepresidente Alice Campoli hanno scelto di non salire sul palco, preferendo il silenzio e il raccoglimento per onorare la memoria del ragazzo. È stata la giornalista e presentatrice Roberta Maiolini a comunicare ufficialmente al pubblico la decisione dell’associazione di dedicare l’evento a Matteo, un annuncio accolto con grande commozione e applausi dalla platea.
L’associazione Notami desidera ringraziare sentitamente tutte le persone che hanno partecipato, rendendo possibile con il loro contributo il raggiungimento dello scopo benefico della serata. Un ringraziamento particolare va alle istituzioni e agli enti che hanno patrocinato e sostenuto l’iniziativa: il Comune di Avezzano, il Comune di Magliano dei Marsi, il Comune di Ovindoli, il Comune di Capistrello, la Fondazione Carispaq e L’Aquila Capitale Italiana della Cultura 2026.
Grazie alla sinergia tra musica, territorio e solidarietà, la serata ha dimostrato ancora una volta come l’arte possa trasformarsi in un potente strumento di vicinanza umana e impegno sociale, onorando chi non c’è più e sostenendo il futuro di chi ha più bisogno.








































