“Vorrei conoscere dall’assessore Roberto Tinari il numero esatto di delibere a sua firma che ha portato in Giunta comunale. Mi sembra, infatti, che negli uffici comunali passino più tempo i consiglieri di minoranza che lui. Ed è questo il senso delle mie affermazioni in cui l’ho accusato di essere responsabile del caos causato dal mancato coordinamento della ricostruzione di cui, fino a prova contraria, è responsabile politicamente, anche se lui in modo del tutto patetico e capzioso, ha voluto interpretare le mie parole come un’accusa ai dipendenti dell’ente ai quali va, invece, la mia massima stima”.
Così il capogruppo del Partito democratico al Consiglio comunale dell’Aquila Stefano Albano, controreplica all’assessore Tinari.
“In cosa consiste il lavoro dell’assessore alla ricostruzione privata? Come passa il suo tempo l’assessore dentro gli uffici? Quando ci va cosa va a fare? Come si svolge la sua giornata? Queste sono le domande a cui dovrebbe rispondere”, dice Albano.
“Tinari dice di non avere tempo da perdere a valutare le proposte che arrivano dall’opposizione, ma a non aver tempo da perdere sono i cittadini che subiscono i disagi della sua incompetenza”, continua il capogruppo del Pd.
“Tinari prova a buttarla in caciara ma ha ben compreso il senso delle mie parole, gli uffici fanno il massimo, il loro impegno non è mai stato oggetto delle mie critiche, ma non vengono messi nelle condizioni di fare meglio proprio da figure come la sua che gestisce l’assessorato fregandosene dei problemi della città, o dello stesso sindaco Biondi che in quasi 10 anni non ha saputo nominare un comandante della Polizia municipale che non si rivelasse poi illegittimo come confermato da più sentenze”.
“La mia è prima di tutto un’azione di ascolto, fare finta di niente è la cosa peggiore che un amministratore possa fare – prosegue Albano – . Quando denuncio disservizi ci sono dietro decine di cittadini che li segnalano. Poi cerco sempre di avanzare proposte concrete, come quella di coordinare i cantieri con la viabilità con l’obbligo di adeguata comunicazione preventiva alla città”.
“Vorrei inoltre chiarire un aspetto: nessuno mette in discussione la necessità di portare avanti la ricostruzione. Anzi, proprio perché crediamo nella sua importanza riteniamo doveroso discutere di come essa venga organizzata, di come si gestiscano i cantieri, della viabilità, dell’accessibilità al centro storico e dell’impatto che tutto questo produce su cittadini, residenti e attività economiche.
Fare opposizione significa anche questo: segnalare criticità e avanzare proposte per migliorare ciò che non funziona.
Chiedere una programmazione più efficace non significa essere contro la ricostruzione. Significa volerla rendere più sostenibile per la città, ma Tinari a quanto pare è incapace di sostenere un confronto nel merito, e sposta la discussione su altro”.
“Tinari deve capire che l’assessorato non è cosa sua, bensì emanazione della città, e si trova lì per risolvere problemi. Suo primo dovere è quindi ascoltare proprio le critiche e in particolare le proposte, anche quelle che arrivano da chi considera avversari. Strano che nonostante il numero pubblicato sui social, sia in realtà così sordo e disattento ai disagi dei cittadini. Noi”, conclude Albano, “continueremo al contrario il nostro lavoro di ascolto e proposta, pertanto andremo avanti nel portare l’annunciato ordine del giorno in discussione in Consiglio”.
Comunicato stampa






































