Verranno svelate le lapidi che contengono quasi tutti i nomi degli “eroi della resilienza”. L’appello per completare l’indice e ridare dignità e voce a tutte le croci di Avezzano, è rivolto ai cittadini: per costruire una memoria di comunità, serve lo sforzo di tutti.
Non tutte le croci hanno un nome, non tutte le storie si conoscono ancora: per comprendere davvero ciò che è stato, serve conoscenza del passato e responsabilità nel presente.
Si terrà questo venerdì, 22 maggio, a partire dalle ore 11, la cerimonia di commemorazione dei cittadini di Avezzano che perirono sotto i bombardamenti della primavera del 1944. La data non è casuale: già da 3 anni viene celebrata in questa data proprio perché, 82 anni fa, fu la giornata più drammatica in termini di violenze “aeree” e di vite spezzate: nell’arco di appena 24 ore, morirono 40 avezzanesi.
La città venne colpita drammaticamente da più di 80 incursioni aeree e da quasi 4 mila ordigni sganciati dal cielo, “colpevole” di essere in una posizione strategica per la guerra, dal punto di vista dei rifornimenti e delle vie di comunicazione.
Venerdì di fronte al Municipio, il Comune assieme all’Associazione Auser – Marsica Aps, alla Pro Loco, all’Anpi Marsica e all’Associazione Nazionale Vittime Civili del Guerra Onlus ricorderà, al cospetto di autorità civili, militari e religiose tutti i cittadini che persero la vita sotto la catastrofe delle bombe. Il suono della sirena del mezzogiorno diventerà il grido di dolore e di un’intera comunità.
“La nostra città – commenta Laura Mancini, presidente dell’Associazione Auser – ha saputo rinascere due volte: la prima volta dopo il terremoto del ’15 e la seconda dopo i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale. Venerdì, ancora una volta, ricorderemo i nomi dei nostri concittadini deceduti sotto le bombe che, in questi lunghi anni di lavoro, abbiamo rintracciato: per loro, col sostegno prezioso del Comune di Avezzano, abbiamo fatto realizzare le lapidi che andranno a commemorare fisicamente e concretamente questi martiri. “Per una completa ricostruzione della memoria storica mancano ancora alcuni nomi delle circa 100 persone che perirono sotto le bombe, ma confidiamo nel fatto che riusciremo a recuperare la documentazione riguardante tutte le identità delle vittime civili della città. Rivolgiamo di nuovo un appello a tutti i nostri concittadini: se hanno una storia di questo tipo alle spalle, ci contattino, per lavorare insieme a completare questi elenchi. Per questa operazione di riabilitazione della memoria dell’identità collettiva, serve lo sforzo di tutti.
Ma non si tratta solo di uno sterile esercizio di memoria: la parte importante di questa manifestazione è la trasmissione di questo ricordo alle nuove generazioni: saranno presenti studenti del Liceo Classico e della Collodi- Marini di Avezzano, che hanno partecipato attivamente al pro-getto e raccolgono il testimone del messaggio, che vuole essere il ripudio assoluto e totale della guerra. La guerra è una forma di barbarie che colpisce gli innocenti e non potrà mai essere giustificata. Rifiutarla fer-mamente significa scegliere e difendere, ogni singolo giorno, il valore sacro della Pace”
Le sofferenze della città di Avezzano furono riconosciute anni dopo: nel 1961 il sindaco di allora Alcide Lucci, a cui quest’anno l’Amministrazione comunale ha inteso dedicare la strada d’accesso al nuovo Municipio, ottenne il riconoscimento del valore di Avezzano. La città venne insignita, infatti, della Medaglia d’Argento al Valor Civile il 31 dicembre del 1961.
Fu il Presidente della Repubblica Giovanni Gronchi a consegnarla alla città per il suo senso di resilienza, resistenza e di lotta. Nonostante le gravissime perdite umane e materiali subite, la popolazione “conservò la sua fede nella libertà e nei destini della Patria”.
Comunicato stampa







































