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Diocesi di Avezzano, trent’anni di Cammino della pace

Ieri l'edizione 2024 della Marcia

Ieri la travolgente Marcia della pace lungo le strade di Avezzano. Un impegno che si rinnova da 30 anni. Trent’anni di artigianato di pace, che affonda le radici nella storia del secolo scorso. “Mi smo s’vama sve vise cemo biti s’vama”: così gridavano i bambini dell’Azione cattolica nel 1994, alla prima Marcia per la Pace nella diocesi dei Marsi. E ancora, “Siamo con voi, sempre più saremo con voi”, era il monito di quell’anno, era la voce solidale dell’Acr italiana ai bambini di Sarajevo, durante la guerra della Bosnia-Erzegovina. L’Azione cattolica italiana allora sostenne la candidatura dei bambini di Sarajevo al «Premio Nobel per la pace», raccogliendo 135.360 cartoline. Quel lontano 1994 ha segnato la storia del grido di pace e del desidero di giustizia dei ragazzi della Chiesa locale.

«Da quel momento – racconta Massimiliano De Foglio, presidente diocesano di Azione Cattolica, tra i promotori dell’iniziativa – tutti gli anni a gennaio, si è celebrato il mese della pace con la marcia lungo le strade della città. Anche durante la pandemia i bambini, i giovani e gli adulti hanno fatto sentire il loro desiderio di pace con diverse iniziative. Nei primi anni la marcia era organizzata dall’Acr ed era partecipata dai bambini insieme alle loro famiglie. Poi l’organizzazione è passata all’Azione cattolica a livello unitario e più avanti si è aperta ad altre realtà locali come l’Agesci e la Rindertimi. Nel 2009 è stata inaugurata la Campana della pace, in piazza Nardelli ad Avezzano, campana gemellata con quella di Tirana in Albania, e così è nata la Tavola della pace, che prima era composta da Ac, Centro missionario, Agesci e Rindertimi e poi ha visto il coinvolgimento anche di uffici diocesani. Oggi alla Tavola della pace partecipano anche Caritas, Migrantes, l’ufficio di pastorale sociale e del lavoro, la pastorale familiare e la pastorale giovanile. E Ieri, 28 gennaio, si è svolta la 30ª edizione della Marcia».

La partenza è stata alle 15.30 dal Palazzo del Municipio di Avezzano. Qui, dopo la consegna ufficiale al Comune da parte degli scout, della Luce della Pace (la fiamma che ogni anno dalla Grotta di Betlemme viene portata, grazie ad una staffetta sui treni e all’impegno degli scout, in tutto il mondo), la Consulta dei Ragazzi dell’Acr ha ribadito, agli amministratori di Avezzano, l’audace proposta di candidare Avezzano a “città della pace”. Poi la carovana della pace, guidata dal vescovo Giovanni Massaro, tra canti, colori e allegria ha attraversato le strade della città fino alla Campana della pace di piazza Nardelli, dove si è tenuto un momento il preghiera presieduto dal vescovo.

La 30ª Marcia per la pace, dal tema «Influencer di pace» ha visto ancora bambini, ragazzi, giovani e adulti insieme mai stanchi di gridare pace al mondo intero, consapevoli che la pace nasce prima di tutto nei cuori. Ogni anno la solidarietà è anche concreta. Quest’anno i fondi raccolti saranno destinati a due progetti educativi, uno in Terra Santa e l’altro in Ucraina per dire ancora una volta a queste popolazioni martoriate dalla guerra «Siamo con voi, sempre più saremo con voi!».

Durante il mese di gennaio, anche quest’anno, nelle parrocchie e nelle associazioni, si è riflettuto sul tema della pace attraverso varie attività per piccoli e grandi. Anche un interessante appuntamento diocesano, sul Messaggio del Papa per la Giornata mondiale della pace 2024, si è svolto il 21 gennaio, nella Sala Irti di Avezzano sul tema: «Abita il presente: intelligenza artificiale e pace». Il vescovo Massaro ha introdotto il pomeriggio, a seguire diversi interventi: la riflessione tecnico-scientifica è stata offerta dalla professoressa Alessia Galli dell’Istituto Ettore Majorana, accompagnata dai suoi studenti e da un robot. La componente filosofica è stata presentata da don Antonio Allegritti, mentre Gino Milano ha esplorato l’impatto sociale dell’intelligenza artificiale. L’incontro ha poi previsto un momento di lavoro in gruppi divisi per fasce di età, promuovendo la condivisione di prospettive. L’evento si è concluso con Alfredo Chiantini, che ha focalizzato l’attenzione sull’aspetto educativo del tema. In questi 30 anni di cammino per la pace tanti sono stati gli ospiti e i testimoni che hanno partecipato alle diverse iniziative tra cui Ernesto Olivero, fondatore del Sermig- Arsenale della Pace di Torino; Pero Sudar, vescovo ausiliare di Sarajevo; i ragazzi albanesi «Ambasciatori di pace»; don Carmelo La Magra, parroco di Lampedusa; padre Mario Pacifici, missionario.

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