“Si è spento Carlo Ginzburg, uno dei più importanti storici italiani contemporanei, pioniere della microstoria e autore di opere fondamentali come Il formaggio e i vermi. Con il suo lavoro ha cambiato il modo di leggere i documenti e le voci del passato, restituendo dignità ai mondi “minori” della storia.
La sua vicenda personale è profondamente intrecciata con la storia dell’Italia del Novecento e con una famiglia che ha segnato la cultura antifascista europea: figlio di Leone Ginzburg e Natalia Ginzburg, ha vissuto fin da bambino l’esperienza del confino in Abruzzo, a Pizzoli, durante gli anni della persecuzione fascista. In quei luoghi dell’Aquilano, la sua famiglia fu costretta a vivere tra il 1940 e il 1943, condividendo l’esilio con altri antifascisti e lasciando un’impronta che ancora oggi il territorio ricorda con il “sentiero Ginzburg” e le iniziative culturali locali.
L’Abruzzo è stato spazio di formazione affettiva e memoria: paesaggi, comunità e vita quotidiana entrarono indirettamente anche nella scrittura di Natalia e nella memoria familiare di Carlo. Un legame discreto e profondo, che unisce la grande storia europea alla geografia di piccoli paesi dell’entroterra.
Con la sua scomparsa si chiude una delle voci più originali della storiografia del secondo Novecento, ma resta un’eredità intellettuale che continua a interrogare il modo in cui guardiamo il passato”. Così il senatore Michele Fina
Comunicato stampa







































