A quali «nomine» e a quali «favori» si riferiscono, rispettivamente, l’assessore regionale al Bilancio Mario Quaglieri ed il presidente di Confagricoltura-L’Aquila Fabrizio Lobene, e dei quali si sono reciprocamente accusati, nell’alterco a distanza consumatosi poche ore or sono?
A prescindere dal casus belli della individuazione di aree e superfici idonee e non idonee all’installazione e promozione di impianti a fonti di energia rinnovabile che di tutta evidenza – essendo il comprensorio del Fucino interno alla Circonfucense espressamente tutelato – non può costituire evidentemente il (solo) nocciolo della questione, i resoconti degli interventi pubblici dei protagonisti riportati dalle cronache segnalano una collateralità tra istituzioni e istanze associative ed economiche suscettibili di determinare, in potenza, ricadute non sempre positive per la collettività abruzzese.
‘Casa Riformista’ si chiede se le logiche delle «nomine» e i «favori» dei quali Quaglieri e Lobene oscuramente si accusano non abbiano, nel recente passato, contribuito a pretermettere il merito dei singoli nonché l’efficienza e l’economicità alle quali debbono essere improntate le azioni dei poteri amministrativi. Auspichiamo che i protagonisti di questa fragorosa e clamorosa rottura politica chiariscano gli aspetti ai quali adesso, nella polemica, hanno accennato, per rassicurarci sulla circostanza che le scelte operate dal pubblico siano state improntate alla correttezza e all’imparzialità alle quali gli Enti sono tenuti.
L’occasione giunge propizia per chiedere, ai due protagonisti delle recenti cronache, entrambi di Trasacco e direttamente coinvolti, di chiarire pubblicamente le ragioni per le quali in presenza dell’originario primo progetto per la realizzazione della rete irrigua a pressione della intera Piana del Fucino (Masterplan PSRA/52) si sia addivenuti, dopo il 2019 (e a progetto esecutivo avviato con tanto di procedure di esproprio, nella sua prima parte, per la realizzazione di due vasche di laminazione sotto l’abitato di Pescina), alla sua interruzione e alla decisione di provvedere ad una nuova progettazione che tali vasche – finalizzate a mitigare il rischio idraulico – ha cancellato. Più in generale chiediamo all’assessore Quaglieri e al presidente Lobene di chiarire, per quanto di rispettiva competenza, le loro posizioni su questo progetto – di 190 milioni di euro complessivi – e su cosa pensino sull’attribuzione di concessioni quarantennali dell’acqua sotterranea dell’intero Fucino al Consorzio di Bonifica Ovest: stiamo parlano di milioni e milioni di metri cubi della preziosa risorsa idrica, vicenda oggetto di un ricorso attualmente pendente al Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche proprio per la sua invasività e per le innumerevoli mende contenute nel provvedimento regionale di autorizzazione.
Comunicato stampa







































