“Avezzano va avanti. C’è chi inaugura scuole, riqualifica quartieri, investe sul sociale e sulla cultura. E c’è chi, invece, sembra rimasto fermo al vecchio copione: comunicati rabbiosi, attacchi quotidiani, polemiche automatiche contro tutto e contro tutti”, si legge sulla nota diramata alla stampa e firmata dalla Coalizione a sostegno del sindaco uscente e ricandidato Gianni Di Pangrazio.
“La coalizione Verrecchia-De Angelis, riesumata più per necessità personali che per convinzione politica, torna a occupare la scena con l’ingrediente che la città sperava di aver dimenticato: lo scontro permanente. Da settimane il copione è identico. Ogni iniziativa dell’amministrazione guidata da Giovanni Di Pangrazio viene colpita a prescindere: Chiusa Resta, San Pio X, opere pubbliche, interventi urbani. Nessuna proposta alternativa. Nessuna idea per la città. Solo una pioggia di comunicati polemici con la necessità di alimentare rumore e tensione, nel tentativo di riportare Avezzano dentro quel clima avvelenato che i cittadini ricordano fin troppo bene. Perché la memoria, ad Avezzano, non è un dettaglio”, si legge ancora.
“Gli stessi protagonisti che oggi si presentano come alleati sono quelli che fino a ieri si colpivano senza esclusione di colpi. Massimo Verrecchia definiva pubblicamente Gabriele De Angelis “il peggior sindaco della storia di Avezzano” e lavorava, tra uno sgambetto e l’altro, per farlo cadere. De Angelis, a sua volta, accusava Verrecchia di essere un “maleducatissimo signore transitato da destra a sinistra”, facendo aggiungere dai suoi che la città non ricordava una sola opera pubblica realizzata dall’esponente con cui era ai ferri corti”, aggiunge nella nota la coalizione a sostegno del candidato sindaco Gianni Di Pangrazio.
“Parole pesanti (e non sono le peggiori!). Pubbliche e chiarissime. Eppure, oggi si chiede agli avezzanesi di cancellare tutto: mesi di accuse reciproche, guerre intestine, regolamenti di conti culminate nella sfiducia e nel commissariamento della comune. Una stagione che paralizzò la città e di cui i cittadini pagarono il prezzo, anche economicamente. Quello era il loro modello amministrativo. Un modello fatto di risse politiche, personalismi e instabilità. Lo stesso clima che oggi qualcuno tenta di ricostruire attraverso esposti, attacchi sistematici, illazioni e polemiche quotidiane. Ma nel frattempo Avezzano è cambiata. Nel mandato l’amministrazione Di Pangrazio ha rimesso in moto la macchina comunale dopo i mesi difficili del Covid. Sono state inaugurate opere pubbliche, realizzate scuole moderne e funzionali, avviati investimenti sul sociale, sulla cultura e sulla riqualificazione urbana, costruito un modello di rapporti con i livelli di governo basato sulla competenza, perché i fondi intercettati si sono presi con i progetti e la competenza del sindaco e della squadra, uffici compresi.
Negli ultimi tre anni abbiamo inaugurato un’opera al mese, altro che spot elettorali. I fatti, alla lunga, pesano più delle polemiche. Ed è forse proprio questo che infastidisce chi continua a vivere di conflitto permanente: vedere una città che cresce senza nostalgia per quella stagione di caos politico, veleni e guerre interne che Avezzano ha già conosciuto e che non ha alcuna intenzione di rivivere”, questa la conclusione.







































