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Focolaio Andes Hantavirus, attivato protocollo nazionale dal Ministero

Gli hantavirus sono un gruppo di virus trasmessi principalmente dai roditori, che possono causare nelle persone gravi malattie, anche fatali. Le valutazioni condivise a livello internazionale dall’OMS e dall’ECDC indicano, rispetto al focolaio, un rischio basso per la popolazione generale a livello mondiale e molto basso in Europa.

Il Ministero della Salute, a seguito delle segnalazioni, ricevute attraverso i circuiti internazionali, relative al focolaio di Andes Hantavirus collegato alla nave MV Hondius, ha attivato le procedure previste di valutazione del rischio, sorveglianza e coordinamento sanitario, in linea con i protocolli nazionali e internazionali.

Le valutazioni condivise a livello internazionale dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) e dall’ECDC (Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie) indicano, rispetto al focolaio, un rischio basso per la popolazione generale a livello mondiale e molto basso in Europa.

Il Ministero, insieme alle altre Amministrazioni e autorità sanitarie coinvolte, continua a garantire il pieno coordinamento e l’applicazione delle misure di sorveglianza.

Nell’uomo, i sintomi di solito compaiono tra una e otto settimane dopo l’esposizione, a seconda del tipo di virus, e in genere includono febbre, mal di testa, dolori muscolari e sintomi gastrointestinali come dolore addominale, nausea o vomito.

Gli hantavirus circolanti nelle Americhe, possono causare la sindrome cardiopolmonare da hantavirus (hantavirus cardiopulmonary syndrome-HCPS), una grave malattia respiratoria con un tasso di mortalità che può raggiungere il 50%. Nella HCPS, la malattia può progredire rapidamente causando problemi respiratori e cardiaci.

In Europa e in Asia, gli hantavirus possono causare la febbre emorragica con sindrome renale (haemorrhagic fever with renal syndrome-HFRS). Nella HFRS gli stadi avanzati possono causare disturbi della coagulazione e insufficienza renale.

Un focolaio di hantavirus è stato segnalato all’OMS il 2 maggio 2026 a bordo della nave crociera MV Hondius nell’Atlantico. Al 6 maggio 2026 sono stati identificati sette casi (cinque casi di hantavirus confermati in laboratorio e due casi sospetti), tra cui tre decessi. Il virus è stato identificato come virus Andes. Le autorità sanitarie internazionali considerano basso il rischio per la popolazione generale a livello mondiale e molto basso in Europa e quindi anche in Italia.

Non esiste una terapia antivirale specifica. Le cure sono di supporto e risultano più efficaci se la diagnosi avviene precocemente.

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