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Trasporti, Italia Viva: “Confronto pubblico su verità conti”

Il coordinatore regionale di Italia Viva: "Ora dimostri ciò che dice, anche perché non stiamo in una osteria romana"

“Su Marsilio non ho mai avuto molti dubbi, non sa dove si trova. Oggi tuttavia ha superato ogni limite. Nel suo monologo per giustificare milioni di euro buttati qua e là, mentre non risponde alle necessità degli abruzzesi sulle bollette, a un certo punto riferendosi al trasporto pubblico locale dice, più o meno testualmente, che lo stazionamento a favore di Tua serve per coprire i maggiori oneri derivanti nal contratto di servizio tra Regione e Tua, fatto da noi, che secondo lui si basa su un ‘algoritmo’ che ha dato vita a nuove spese. Algoritmo??? Ha detto veramente così. Allora lo sfido pubblicamente a citare un articolo, un comma, una frase in cui ci sarebbero questi algoritmi che improvvisamente generano maggiore spesa”.

Così Camillo D’Alessandro, coordinatore regionale di Italia Viva e già sottosegretario ai trasporti che varò la nascita di Tua e l’affidamento in house, riferendosi al presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio, di FdI.

In una lettera-sfogo inviata via mail, D’Alessandro continua: “Lo sfido ad un confronto pubblico! Accetta? Ora dimostri ciò che dice, anche perché non stiamo in una osteria romana. Vuoi vedere che i 7,5 milioni in più sono invece sforamenti dal budget assegnato a Tua con il contratto di servizio? Vuoi vedere che con il contratto in house abbiamo assegnato una somma e Tua ne ha spesi di più? Piuttosto bisognerebbe chiedersi perché. Minori introiti? Aumento del costo del personale per assunzioni? Perdite subite dalle corse commerciali su Roma che Marsilio ha deciso di rimettere dentro Tua o cos’altro?”.

“Anche perché se fosse così si rischierebbe che salti l’affidamento in house di Tua, che si fonda non su un algoritmo ma su una dimostrazione puntuale che il servizio è reso a costi competitivi a tal punto d rendersi sostenibile rispetto al ricorso di una gara. Se non fosse così la conseguenza sarebbe la fine delle ragioni giuridiche ed economiche per cui potrebbe giustificarsi un affidamento in house. Se fossi in Marsilio prima di parlare su cose così delicate studierei. Ma di che parla esattamente Marsilio?”, chiede infine D’Alessandro.

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