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Centrosinistra ad Avezzano, Borghi (Italia Viva) incalza

«La destra ha perso la bussola. Qui si può vincere» Cena elettorale: il senatore di Italia Viva porta il sostegno nazionale alla candidatura di Roberto Verdecchia. Claudio Abruzzo: «Una lista che quattro mesi fa era impensabile»

Il ristorante Cozzolino di Avezzano si è trasformato, ieri sera, in un palcoscenico politico carico di aspettative. Attorno ai tavoli della cena elettorale organizzata dalla lista Casa Riformista, guidata dal coordinatore Claudio Abruzzo, si è ritrovata quella che il centrosinistra locale definisce orgogliosamente «la prima e unica coalizione ad Avezzano con simboli di partito riconoscibili». Ospite d’onore, il senatore Enrico Borghi, numero due nazionale di Italia Viva, arrivato in Marsica per portare il peso specifico del partito a sostegno del candidato sindaco Roberto Verdecchia.
Un percorso «lungo e tortuoso»
Ad aprire la serata è stato lo stesso Claudio Abruzzo, che ha ripercorso la nascita della lista con visibile emozione. «Quattro, cinque mesi fa era impensabile anche solo pronunciare la parola ‘lista’», ha detto il coordinatore, ricordando le prime riunioni tenute in una piccola sede con «quattro gatti» — le stesse che nel tempo si sono allargate fino a costruire una coalizione di cinque liste attorno alla candidatura di Verdecchia. Un percorso descritto come irto di ostacoli, ma conclusosi con un risultato che Abruzzo definisce «autorevole».
Nel ringraziare i candidati presenti, Abruzzo ha riservato parole dure per il sindaco uscente: «C’è un candidato sindaco uscente che non considera gli avversari come avversari, bensì come nemici. Ci voleva coraggio a mettersi in lista». Un coraggio che, ha ribadito, merita riconoscimento pubblico.
L’obiettivo elettorale dichiarato è netto: raggiungere il 4%, soglia che il coordinatore ritiene «a portata di mano» per ottenere rappresentanza in consiglio comunale. «Siete persone preparate, autorevoli — non autoritarie», ha detto Abruzzo rivolgendosi ai venti candidati in sala. «La gente vi riconosce il merito di ciò che fate e di ciò che dite.»
Verdecchia: «Sanità, lavoro, tribunale e infrastrutture»
Il candidato sindaco Roberto Verdecchia ha tracciato i quattro assi programmatici della sua campagna, intrecciandoli con una lettura critica della realtà marsicana. Al primo posto, senza esitazioni, ha collocato la sanità: «Quando vai all’ospedale di Avezzano per farti mettere quattro punti di sutura e aspetti dodici ore, quando sei un malato cronico e aspetti otto ore, sei martoriato. Quello che ti stanno facendo soffrire è inaccettabile.»
Secondo nodo: il lavoro, con un riferimento esplicito alla multinazionale di elettronica con sede alle porte di Avezzano — nata come Texas Instruments e più volte cambiata di nome nel corso degli anni — che occupa circa 1.300 dipendenti inclusi gli interinali. Verdecchia ha spiegato la complessità della situazione: «Se il tuo datore di lavoro cinese non ha interesse a rimanere in Italia, non puoi trattenerlo. Devi però creare il giusto scivolo per i lavoratori, e batterti per il lavoro in tutte le sue forme.»
Terzo tema, il tribunale di Avezzano, soppresso con la legge del 2012 ed entrato in vigore nel 2016, da allora sopravvissuto a colpi di proroghe annuali. «Siamo in commissione — ha detto il candidato — ci sono 600 emendamenti, le commissioni non vengono convocate. Il rischio è che al 31 dicembre ci troviamo senza più nulla.» Verdecchia ha dichiarato di voler sollecitare direttamente il senatore Borghi sulla questione in chiave parlamentare.
Quarto punto, le infrastrutture: una stoccata alle promesse del presidente di Regione Marsilio sulla ferrovia veloce e sul completamento della superstrada a scorrimento rapido verso l’Emilia Romagna. «Nel solo mese di aprile, tra Civitella e Morino, ci sono stati tre morti. Questa superstrada ad una corsia doveva collegare tutta la dorsale appenninica. Ci credono ancora? Io non ci credo.» Ha aggiunto che anche il progetto di collegamento ferroviario rapido Pescara-Roma appare irrealistico rispetto all’orografia appenninica.
Borghi: «Il centrodestra ha perso la bussola»
La parte più attesa della serata è stata l’intervento del senatore Borghi, lungo e articolato, che ha scelto di inserire le elezioni di Avezzano in un quadro nazionale e geopolitico di ampio respiro.
«Siamo nel collegio elettorale della nostra Presidente del Consiglio», ha esordito Borghi, «e l’idea che il centrodestra fosse imbattibile si sta sgretolando giorno per giorno.» Il senatore ha poi elencato quattro «fallimenti strutturali» del governo Meloni, come li ha chiamati.
Energia: «Meloni prometteva di eliminare le accise sulla benzina. Invece ha boicottato le rinnovabili, non ha costruito un meccanismo di diversificazione energetica, si è schierata acriticamente con Trump — e Trump ha aperto una crisi nel Golfo dalla quale non sa più come venirne fuori. Le conseguenze le paghiamo noi ogni volta che facciamo il pieno.» Borghi ha paragonato il bonus temporaneo sulle accise — introdotto a pochi giorni dal voto referendario — alle storiche «scarpe di Achille Lauro»: la sinistra prima dell’election day, la destra dopo.
Politica dei redditi: «L’Istat è venuto al Senato e ci ha certificato che il potere d’acquisto dei lavoratori è inferiore dell’8% rispetto al 2021. L’inflazione sta mangiando stipendi e pensioni.»
Pressione fiscale: «Abbiamo sfondato il 43% di pressione fiscale. Siamo ai livelli più alti d’Europa. Un’azienda che paga troppe tasse non investe, e senza investimenti non c’è lavoro.»
Politica industriale: «Da quando è iniziata la legislatura, 35 trimestri su 38 hanno registrato produzione industriale negativa. Il governo non ha risposto.» Borghi ha citato la campagna nazionale di Italia Viva «Primarie delle idee» come risposta alternativa, invitando i presenti a consultarne le proposte sul sito del partito.
Il senatore ha poi smontato quella che ha definito la «dinamica feudale» del centrodestra: l’illusione che avere lo stesso colore politico dal sindaco al presidente del Consiglio garantisse risorse e sviluppo ai territori. «Sta producendo l’esatto opposto: subalternità culturale, che è la premessa per la subalternità economica.»
Un impegno personale
Borghi ha concluso con un tono più intimo, ricordando la sua esperienza da sindaco a diciannove anni. «Ho imparato che fare il sindaco è la cosa più bella in politica, e la più stancante. Ma quando lo fai bene, quando vai a chiedere il consenso dopo, basta una stretta di mano.» Ha esortato i candidati di Casa Riformista a bussare alle porte, visitare le associazioni, parlare con parrocchie, imprenditori, artigiani e commercianti: «I cittadini non votano più perché non trovano qualcuno che li ascolti. Voi potete essere quella risposta.»
L’impegno del senatore è stato formale: tornare ad Avezzano, dopo il voto del 24 e 25 maggio, «per festeggiare insieme e per metterci a disposizione del sindaco e dell’amministrazione». Una promessa legata a un obiettivo preciso che, per scaramanzia, Borghi ha detto di non voler svelare prima del lunedì successivo all’election day.

Comunicato stampa

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