“Garantire la continuità didattica agli alunni e assicurare finalmente un contratto a tempo indeterminato a migliaia di docenti precari: è questo l’obiettivo che il Ministero dell’Istruzione e del Merito dovrebbe perseguire assumendo su tutti i posti realmente vacanti.”
Così in una nota la segretaria generale della Cisl Scuola Abruzzo-Molise, Elisabetta Merico.
“Sul sostegno, invece, continua una rappresentazione dei numeri che non corrisponde alla realtà. In Abruzzo, per l’anno scolastico che si sta concludendo, l’Ufficio Scolastico Regionale ha autorizzato oltre 4 mila posti di sostegno, pari a circa il 60% dell’organico complessivo. Eppure il Ministero ne considera vacanti appena 88. Un dato che appare del tutto irrealistico. Da oltre dieci anni, infatti, migliaia di insegnanti di sostegno vengono assunti ogni anno sugli stessi posti, indispensabili per garantire il diritto allo studio degli alunni con disabilità. Si tratta di posti che esistono stabilmente nel sistema scolastico e che continuano a essere coperti con contratti a tempo determinato, alimentando un precariato che in molti casi supera il decennio. La recente possibilità concessa alle famiglie di chiedere la conferma del docente di sostegno per l’anno successivo non risolve il problema della continuità didattica e rischia anzi di rinviare ulteriormente la stabilizzazione del personale. Il risultato è che migliaia di docenti continuano a svolgere un servizio essenziale senza alcuna prospettiva di assunzione definitiva, pur essendo indispensabili al funzionamento della scuola. Una situazione che non solo penalizza i lavoratori, ma espone lo stesso Ministero a continue condanne per abuso nella reiterazione dei contratti a termine, in contrasto con la normativa europea”, si legge ancora nella nota.
“Ogni anno centinaia di docenti si rivolgono ai nostri uffici per promuovere azioni legali che possono portare al riconoscimento di risarcimenti fino a 24 mensilità, oltre alle spese processuali. Per questo chiediamo ai rappresentanti politici abruzzesi di attivarsi con urgenza, in Parlamento e presso il Governo, affinché si proceda alla stabilizzazione del personale docente non solo sui 577 posti già riconosciuti come vacanti dal Ministero, ma anche sui circa 4.000 posti di sostegno che da anni vengono utilizzati stabilmente nelle scuole della regione. La continuità didattica degli alunni e la dignità professionale dei docenti non possono più essere sacrificate a logiche burocratiche che negano una realtà sotto gli occhi di tutti”, questa la conclusione.







































