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A24-A25: Respinta ingiunzione Anas contro Sdp

Il decreto ingiuntivo in questione aveva per oggetto il pagamento del canone annuale 2021 di concessione delle due autostrade, più altre voci integrative e interessi, per un totale di poco meno di 75 milioni

A24, stop ai mezzi pesanti fino a Colledara

Il Tribunale Civile di Roma, seconda sezione, presieduta dal giudice Adolfo Ceccarini, ha respinto l’istanza dell’Anas di immediata esecuzione del decreto ingiuntivo (n. 13091/202) emesso dal Tribunale di Roma in data 12 luglio 2021 riguardante il mancato pagamento della rata del 2021 spettante allo Stato, nei confronti di Strada dei Parchi Spa, del Gruppo industriale abruzzese Toto che fino al 31 luglio scorso ha gestito le autostrade laziali e abruzzesi A24-A25.

La concessione era stata revocata in anticipo (la scadenza era al 20230) e in danno con un decreto del 7 luglio scorso dal Consiglio dei ministri che ha ripreso il controllo affidando la gestione proprio ad Anas nell’ambito di un serrato contenzioso caratterizzato da due decisioni del Tar Lazio di rimettere in pista Sdp, riformate dal Consiglio di Stato che ha riportato la concessione nelle mani di Anas.

Quest’ultima ha reiterato la istanza di immediata esecutività del decreto ingiuntivo dopo che lo stesso Tribunale nei mesi scorsi aveva sospeso la esecuzione dei provvedimenti legati alle rate non pagate in riferimento alle annualità 2019 e 2020.

I giudici hanno ribadito il diritto da parte di Sdp alla compensazione: secondo l’ex gestore privato, i crediti vantati nel confronti di Anas e del Ministero per Infrastrutture e Trasporti sono superiori ai debiti accumulati durante la gestione.

Il decreto ingiuntivo in questione aveva per oggetto il pagamento del canone annuale 2021 di concessione delle due autostrade, più altre voci integrative e interessi, per un totale di poco meno di 75 milioni. Il Tribunale ha accolto le motivazioni opposte da SdP al provvedimento, con le quali si chiedeva di “dichiarare l’inesigibilità del credito e l’inammissibilità della pretesa monitoria” e di “dichiarare non dovuto il pagamento del canone concessorio ad Anas in ragione dei plurimi inadempimenti perpetrati nel tempo tanto da Anas quanto dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti”. Ministero, considerato effettivo titolare del credito, verso il quale il Tribunale Civile di Roma, nella medesima sentenza, autorizza la chiamata in giudizio, assegnando a Sdp 30 giorni di tempo per notificare la citazione.

Il Tribunale ha poi fissato in data 29 marzo 2023 l’udienza per il definitivo accertamento delle ragioni di debito/credito delle parti, considerato che la società del Gruppo Toto avanza crediti nei confronti del Ministero pari a 190 milioni a fine 2020 che chiede siano usati in modo compensativo rispetto al debito verso Anas.

Domani sindaci laziali ed abruzzesi incontreranno il ministro Matteo Salvini per discutere su pedaggi e messa in sicurezza sismica. Intanto, sia Sdp sia Mit ed Anas si stanno preparando all’ udienza di merito davanti al Tar del Lazio del prossimo 7 dicembre sulla revoca in danno della concessione per gravi inadempienze tra cui mancati pagamenti e messa in sicurezza. Tra le altre cose, Sdp eccepirà la costituzionalità del provvedimento dell’allora governo Draghi.

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