Il ritorno spontaneo e l’espansione dei grandi carnivori in Italia, dal lupo all’orso bruno marsicano, non sono più un’eccezione, ma una realtà con cui il territorio è chiamato a confrontarsi quotidianamente. Per superare la polarizzazione del dibattito pubblico e sostituire la paura irrazionale con la consapevolezza scientifica, la Sezione CAI di Loreto Aprutino ha promosso un incontro pubblico di alto profilo.
L’evento, dal titolo “Grandi Carnivori: la posizione del CAI e le buone pratiche per la coesistenza”, si è tenuto nella serata di ieri, venerdì 5 giugno 2026, presso la Sala Polivalente “O. Farias”. L’iniziativa si è inserita nel prestigioso calendario di appuntamenti dedicati al 20° anniversario di fondazione della Sezione loretese (2006-2026), godendo del patrocinio del Comune di Loreto Aprutino e del CAI Abruzzo. A guidare l’approfondimento è stata Benedetta Orsini, punto di riferimento regionale del Gruppo Grandi Carnivori per il Molise e la Calabria.
Dal “non intervento” alla gestione attiva
Il Club Alpino Italiano, da decenni impegnato nella protezione ambientale, ribadisce il valore ecologico dei grandi predatori con particolare attenzione alla tutela dell’orso bruno marsicano come garanti della stabilità degli ecosistemi montani. Tuttavia, la linea del Sodalizio è netta: l’integralismo naturalistico non è la soluzione. “La tutela della biodiversità non può prescindere dalla salvaguardia dell’uomo e delle sue attività tradizionali, come l’allevamento estensivo e la pastorizia, veri presidi delle terre alte” è il messaggio cardine del CAI.
L’intervento del Comitato Scientifico
A fare il punto sulla visione scientifica e territoriale del progetto è il Dott. Daniele Berardi, membro del Comitato Scientifico Regionale del CAI Abruzzo e Segretario della Sezione di Loreto Aprutino: “Come Comitato Scientifico del CAI Abruzzo, crediamo sia fondamentale promuovere una corretta informazione e favorire il confronto costruttivo tra tutti gli attori coinvolti nella gestione dei grandi carnivori. Solo attraverso il dialogo, il rigore scientifico e l’ascolto delle esigenze del territorio possiamo individuare soluzioni efficaces, che tutelino sia la biodiversità sia le attività tradizionali delle nostre montagne. L’iniziativa di Loreto Aprutino vuole essere un esempio concreto di come il CAI sia impegnato a costruire ponti tra conoscenza, responsabilità e partecipazione attiva della comunità. La sfida della coesistenza tra uomo e grandi predatori riguarda tutti noi: affrontarla con consapevolezza è un dovere civile e culturale.”
La cittadinanza e gli operatori del settore hanno risposto con decisione all’invito del Sodalizio, partecipando attivamente a un momento di confronto che si conferma cruciale per il futuro e l’economia delle nostre montagne.
Comunicato stampa






































