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Sanità: Verì, facciamo chiarezza sul presidio di Tagliacozzo

Non è stato cancellato da questo governo regionale

“L’ospedale di Tagliacozzo non è stato cancellato da questo governo regionale: l’ospedale di Tagliacozzo è stato eliminato dalla rete ospedaliera abruzzese nel 2016, proprio da coloro che oggi fanno finta di stracciarsi le vesti. La realtà dei fatti è nelle carte, non nelle dichiarazioni rese alla vigilia della campagna elettorale per le Regionali. E la verità è che nel riordino della rete ospedaliera che questa giunta ha presentato al Ministero, a Tagliacozzo sono stati inseriti posti letto di riabilitazione funzionale e di riabilitazione funzionale ad indirizzo cardiologico e polmonare, oltre a una serie di servizi quali diabetologia, laboratorio analisi, radiologia, emodialisi e tutte le attività afferenti ad un presidio medico h24. Nella rete territoriale, sempre a Tagliacozzo, sono previsti anche l’ospedale di comunità e la casa della comunità. Tutto il resto è semplicemente falso”.

Lo puntualizza l’assessore alla Salute, Nicoletta Verì, facendo alcune precisazioni sulle polemiche degli ultimi giorni riguardo alla chiusura del presidio marsicano.

“Nel decreto commissariale 79 del 2016 – spiega l’assessore – l’ospedale di Tagliacozzo fu trasformato in Pta, punto di primo intervento e sede di ospedale di comunità. Privato, dunque, di ogni tipo di struttura e reparti riconducibili a un Dea o a un ospedale sede di pronto soccorso, tanto che non compare mai nel documento programmatorio, nel quale sono identificati come ospedali solo L’Aquila, Avezzano, Sulmona e Castel di Sangro. Classificazione mantenuta anche nella delibera di giunta regionale 824 del 2018, quest’ultima inoltre mai assentita dal Tavolo del Dm70. Nel 2019, al momento del nostro insediamento, è stata invece rivista tutta la programmazione precedente, riconoscendo formalmente a Tagliacozzo la funzione in chiave riabilitativa e inserendola nel piano trasmesso ai ministeri affiancanti”.

Ma la Verì chiarisce anche un ulteriore aspetto.

“Probabilmente – continua – la minoranza si attacca ad un passaggio meramente burocratico, spacciandolo come volontà di chiudere il presidio di Tagliacozzo: i servizi erogati all’Umberto I e riferiti ai posti letto di riabilitazione, sono infatti ricondotti dal punto di vista amministrativo all’ospedale di Avezzano, con il quale è funzionalmente collegato. Questi sono i fatti, ma non credo possa interessare ai cittadini se una prestazione venga contabilizzata a Tagliacozzo o ad Avezzano: è fondamentale, invece, che sia garantita l’assistenza ed è stato questo l’impegno dell’Assessorato e dell’intero governo regionale”.

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