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Due artisti aquilani protagonisti in Finlandia

Sono tra i protagonisti di “Old School”, importante installazione artistica nella città di Jyväskylä, in Finlandia. “Old School” è anche un progetto d'arte sociale, perché include la restituzione di diversi percorsi artistici.

Due artisti aquilani sono stati tra i protagonisti di “Old School”, importante installazione nella città di Jyväskylä, in Finlandia, a circa 270 km a nord della capitale Helsinki, che ha trasformato un vecchio liceo destinato alla demolizione in una gigante opera di arte effimera.

Il curatore, infatti, Biagio Rosa – diplomato all’Istituto d’Arte dell’Aquila e poi all’Accademia di Belle Arti di Urbino e trasferitosi ormai da anni nel paese scandinavo dove vive, lavora e ha messo su famiglia – ha coinvolto anche Daniele Gottastia, anche lui dell’Aquila, formatosi all’Accademia costume e moda di Roma, che dopo esperienze di rilievo nel campo della moda si è concentrato sulla decorazione.

L’iniziativa è stata promossa dall’Associazione Art Habitat, fondata proprio da Rosa e da Johanna Juvonen, sua compagna di vita e di lavoro, e insieme ne sono stati curatori grazie al supporto delle istituzioni, a partire dalla Municipalità di Jyväskylä: per la città, “Old School”, che sta registrando centinaia di visitatori e sarà disponibile fino alla fine di agosto, rappresenta l’evento più importante dell’estate.

Sono stati più di quaranta gli artisti locali impegnati ai quali se ne sono aggiunti alcuni arrivati dal resto d’Europa, tra cui appunto Gottastia che ha realizzato il murale “Il peso del sapere”, un acrilico su parete con una forte componente simbolica e narrativa: uno scheletro vestito da studente o professore di un’altra epoca è elegantemente adagiato su una scrivania, immerso in un’atmosfera sospesa tra ironia, malinconia e critica sociale.
Rosa, invece, ha affrontato il tema della guerra e quello della famiglia affrescando una intera aula della scuola: ha riprodotto in grande scala i disegni che il figlio Ottavio aveva realizzato quando aveva cinque anni, all’inizio del conflitto Russia-Ucraina, e quelli della figlia Viola che raffiguravano dei bambini, inserendo delle silhouette di cartone raffiguranti dei rifugiati politici.

L’ala della vecchia scuola che sarà abbattuta su cui si è concentrata l’azione artistica – duemila metri quadrati su tre piani – è stata interessata da diversi tipi di performance, dalla scultura alle installazioni passando per la pittura. All’esterno, oltre a enormi murales, è stata installata una gabbia di vetro contenente altre opere di artisti locali.

“Old School” è anche un progetto di arte sociale perché include la restituzione di diversi percorsi artistici che Rosa e Juvonen hanno condotto nei mesi precedenti nelle scuole e in alcune Rsa finlandesi, con l’esposizione nel vecchio liceo di sculture realizzate nei laboratori svolti con bambini anziani.

La mostra, che alla fine ha coinvolto più di 700 persone considerando che hanno partecipato tante istituzioni locali – dalla Scuola di arte al Centro fotografico di Jyväskylä, passando per l’Associazione degli artisti e il Reparto della Cultura giovanile del Comune – è stata inaugurata il 3 giugno e resterà aperta per tre mesi.

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