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LFoundry, Fina: “Dal tavolo al Mimit risposte insufficienti”

"Dal Governo arrivino decisioni ferme"

“Il tavolo di crisi convocato ieri mattina presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, alla presenza della sottosegretaria Fausta Bergamotto, sulla vertenza LFoundry di Avezzano si è rivelato ancora una volta un incontro interlocutorio. Come avvenuto nella maggior parte dei confronti degli ultimi mesi e degli ultimi anni, si è trattato di una discussione troppo generica per fornire le legittime risposte che lavoratrici e lavoratori attendono e meritano.
Abbiamo garantito, come sempre fatto in questi anni, la nostra presenza per portare doverosamente la voce del territorio e assicurare tutta la pressione istituzionale che una vertenza così grave richiede. Le risposte fornite dall’azienda sono state del tutto insufficienti e, al punto in cui siamo arrivati, come abbiamo evidenziato anche nel corso del tavolo, riteniamo che il Governo nazionale e la Regione debbano assumere una posizione determinata e adottare decisioni immediate.

Gli strumenti legislativi esistono. Dalla misura del Golden Power fino all’ipotesi di un ingresso in equity, soluzioni che nei mesi scorsi erano state richiamate e ventilate anche dallo stesso Ministero. Se oggi quella resta l’unica leva concreta per sbloccare la situazione, si proceda senza ulteriori indugi, attraverso un’assunzione di responsabilità politica e istituzionale che inchiodi la proprietà alle sue responsabilità. Allo stesso modo la Regione deve lavorare con decisione per diventare Regione di Eccellenza nel settore dei semiconduttori secondo quanto prevede il chip act 2.0, provvedimento europeo di sostegno al settore che molta utilità potrebbe portare alla vicenda della Lfoundry, con finanziamenti diretti.

L’allarme lanciato dalle organizzazioni sindacali e dai lavoratori deve trovare finalmente un punto di approdo concreto. Non è più accettabile continuare a navigare senza una direzione chiara e nella più totale incertezza. Può un territorio come la Marsica restare sospeso in questa condizione, con oltre 1.300 posti di lavoro a rischio? Noi crediamo assolutamente di no.
Per questo chiediamo che il tavolo venga riconvocato nell’immediatezza delle prossime settimane per un incontro col nuovo CEO e definire una roadmap chiara, con tempi certi e obiettivi verificabili, per arrivare rapidamente a una soluzione che salvaguardi occupazione, produzione e prospettive industriali del sito di Avezzano.” Così il senatore del PD Michele Fina.

Comunicato stampa

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