“Le lauree sono uno dei momenti più belli della vita universitaria. Sono il coronamento di anni di studio, sacrifici, emozioni condivise con famiglie e amici. È giusto festeggiare, è giusto gioire. Quello che però si vede sempre più spesso, e che questa immagine documenta chiaramente, non è più una semplice festa. Fumogeni, fumo denso, schiamazzi e situazioni che mettono in difficoltà chi transita negli spazi pubblici rischiano di trasformare una giornata di felicità in un problema per tutti”. Questo il post che è stato pubblicato sulle pagine social dell’Università degli Studi dell’Aquila , nel corso di questo fine settimana, dedicato alle prime sedute di laurea estive.
Il post contiene uno sfogo, ma anche un appello.
“L’Università è un luogo aperto, frequentato da studenti, personale, cittadini, persone anziane, bambini e persone con disabilità. Rendere impraticabili gli spazi, limitare la visibilità o creare situazioni di disagio non significa festeggiare: significa non rispettare gli altri. La gioia per un traguardo così importante merita di essere celebrata, ma senza che la festa degeneri e senza che il diritto di alcuni diventi un disagio per tutti gli altri.
Forse è arrivato il momento di aprire una riflessione seria su come conciliare la legittima felicità dei neolaureati con il rispetto degli spazi comuni, dell’ambiente urbano e delle persone che quei luoghi li vivono ogni giorno.
Festeggiare sì. Degenerare no”, si legge ancora.
“La libertà di celebrare un successo non può prescindere dal rispetto della comunità”, questa la conclusione.







































