Quanto accaduto ad Avezzano, con la violenza subita da una giovane donna in città, è un fatto gravissimo che colpisce una persona, ferisce una comunità e impone una riflessione seria.
Il primo pensiero va alla giovane donna coinvolta, alla sua dignità e alla sua sofferenza. Un ringraziamento sincero va anche alle due persone che non sono rimaste indifferenti e sono intervenute, scegliendo di non voltarsi dall’altra parte.
Di fronte a episodi come questo, il richiamo alla sicurezza è giusto. Ma sarebbe un errore fermarsi lì. La violenza contro le donne non è solo un problema di ordine pubblico: è anche il frutto di una cultura della sopraffazione, della disuguaglianza e del controllo. Possiamo chiamarla patriarcato, senza timore di usare una parola che descrive una realtà ancora presente. E se qualcuno ritiene quel termine abusato, basta guardare gli effetti: paura, solitudine, libertà ridotte, violenza che continua a riprodursi.
Per questo colpisce la contraddizione della destra, che oggi parla di città non sicura ma continua a bloccare strumenti concreti di prevenzione. In Abruzzo, la proposta di legge presentata dal capogruppo del PD in Consiglio regionale, Silvio Paolucci, e promossa attraverso un lavoro condiviso con i Giovani Democratici e le Donne Democratiche, per promuovere l’educazione alla parità di genere e la prevenzione delle discriminazioni e della violenza nelle scuole, è ferma da due anni. Sul piano nazionale, intanto, il Ddl Valditara va nella direzione opposta: invece di rafforzare il ruolo della scuola nell’educazione al rispetto, al consenso e alle relazioni sane, alimenta diffidenza e ostacoli su un terreno che avrebbe invece bisogno di strumenti, continuità e responsabilità pubblica.
Non si può invocare sicurezza dopo i fatti e, nello stesso tempo, ostacolare l’educazione sessuo-affettiva e la prevenzione culturale. Non si può commentare con allarme la cronaca e poi rimuovere le cause che stanno a monte. È questa la contraddizione che la destra continua a non voler affrontare, preferendo spesso spostare l’attenzione su altri bersagli invece di misurarsi con i bisogni reali della società di oggi.
Il Partito Democratico continuerà a stare dalla parte della scuola, delle famiglie, delle ragazze e dei ragazzi, delle donne che chiedono libertà e protezione, e di tutte le persone che chiedono una risposta pubblica seria. Contrastare la violenza significa educazione, prevenzione, servizi, sostegno e responsabilità collettiva.
Non possiamo limitarci a reagire ogni volta che accade un fatto così grave. Dobbiamo avere la coerenza di costruire strumenti, cultura e politiche capaci di prevenirlo. È su questo terreno che si misura davvero la credibilità della politica, a livello territoriale e nazionale.
Comunicato stampa







































