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Speranza presenta la Sanità futura dell’Italia, piano in cinque assi

Speranza: “La pandemia in essere ha fatto emergere la necessità di progettare la ripartenza e costruire un domani in cui la sanità avrà un ruolo centrale”.

Il ministro della Salute, Roberto Speranza, è intervenuto in audizione davanti alle Commissioni riunite Affari sociali della Camera e Sanità del Senato. All’ordine del giorno la situazione della pandemia di Covid-19, l’andamento della campagna vaccinale e le linee programmatiche del dicastero.

Di seguito una sintesi dell’intervento del ministro Speranza.

La campagna vaccinale

La campagna vaccinale è stata programmata su trimestri prevedendo per il secondo trimestre l’arrivo di 50 milioni di dosi in arrivo (di queste 7,3 milioni di J&J, vaccino in una dose unica) e 80 milioni nel terzo trimestre. Sono previsti vigilanza e sollecito quotidiano su aziende produttrici e UE per il rispetto degli impegni.

In vista della previsione di questa ingente disponibilità di dosi, è stato programmato l’impiego di molte risorse umane per accelerare la campagna vaccinale. Sono stati stipulati protocolli con medici di medicina generale, specializzandi e pediatri al fine di creare una rete sanitaria capillare sul territorio che potrà avvalersi anche di specialisti ambulatoriali e odontoiatri, nonché infermieri e farmacie.

Situazione epidemiologica, misure di contenimento e varianti del virus
In queste settimane, ha spiegato il Ministro, stiamo vivendo una situazione epidemiologica complicata, soprattutto per la presenza di varianti con maggiore capacità diffusiva (in particolare la variante inglese, con una capacità di diffusione maggiore tra il 35-40%). Alla luce di questo quadro, sono state adottate nuove misure di contenimento seguendo il principio della massima cautela. Al contempo, la situazione è oggi totalmente differente da marzo scorso in virtù degli strumenti oggi disponibili: testing, farmaci, dispositivi di sicurezza personali e soprattutto vaccini.

Il Piano per il futuro della sanità

Il Ministro ha presentato un piano per il futuro della sanità strutturato in cinque assi, ovvero ambiti di urgenza.

Il primo asse riguarda gli interventi da realizzare sul territorio per garantire l’effettiva applicazione dei LEA e ridurre le disuguaglianze. Cure domiciliari e creazione di case e ospedali della comunità e centrali operative territoriali per la gestione di servizi sul territorio: queste le priorità indicate da Speranza nell’ambito di un’idea di assistenza sanitaria e sociale integrata e multidisciplinare che si prenda carico anche della salute mentale delle persone e delle fasce più fragili della popolazione. “Proteggere e includere chi rischia di restare fuori dall’assistenza, anche attraverso un pieno coordinamento tra Stato e Regioni”, ha detto Speranza.

Il secondo asse: un approccio one health che consideri la connessione profonda tra salute, ambiente e animali rappresenta il secondo asse indicato dal Ministro, che fa riferimento all’urgente transizione ecologica e agli insegnamenti della pandemia riguardo un’attenzione globale alle nostre prassi quotidiane. È necessario sviluppare un rapporto organico tra scuola e sanità e, superando una visione miope e parcellizzata della salute, considerare tra gli ambiti di intervento del SSN anche l’area della tutela dell’ambiente e del clima, in sinergia con un armonico sviluppo economico e sociale del Paese. Strettamente connesso al presente asse anche il tema della sicurezza degli alimenti.

Il terzo asse. Nel piano è previsto un terzo asse che avrà come punto di riferimento l’ospedale, come luogo per affrontare nel modo migliore peculiari esigenze sanitarie. Il DM 70 del 2015 ha ridisegnato la rete ospedaliera definendone gli standard. A tale decreto è opportuno fare un vero e proprio “tagliando” per correggerne i limiti che spesso hanno causato disuguaglianze tra i territori. In particolare, alla luce delle criticità emerse durante l’emergenza COVID-19, l’ospedale dovrà divenire flessibile attraverso un ripensamento degli spazi atto a garantire un’efficace e sicura erogazione dei servizi. In programma interventi sul patrimonio edilizio ospedaliero.

Il quarto asse. La digitalizzazione e l’uso capillare delle nuove tecnologie costituiscono il quarto asse del piano presentato da Speranza, al fine di semplificare la vita dei cittadini, ottimizzare risorse e servizi e migliorare l’accessibilità al SSN in un’ottica di prossimità alla persona. Prioritario è migliorare il trattamento dei dati sanitari, la telemedicina e i modelli predittivi degli scenari. “Investire nel progresso tecnologico e nella trasformazione digitale è una priorità per assicurare maggiore equità e sostenibilità del sistema”. Fondamentale è garantire l’accesso al fascicolo sanitario elettronico per conoscere la storia sanitaria di un individuo.

Il quinto asse. L’ultimo asse è centrato sull’ecosistema “innovazione per la salute”, inteso come sistema complesso costituito non solo dagli ospedali e dall’assistenza sul territorio ma anche da formazione, ricerca, innovazione tecnologica e rivoluzione digitale, nonché da un’importante filiera industriale. L’obiettivo al quale tendere è uno sviluppo organico dell’ecosistema innovazione e salute con il sostegno di investimenti pubblici e privati. Più che mai, ha affermato Speranza, l’emergenza Covid-19 ha evidenziato la necessità di sviluppare relazioni durevoli e trasparenti, nonché l’urgenza di definire nuove regole che consentano di aumentare gli investimenti in ricerca e sviluppo.

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